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DEFLUSSO ECOLOGICO DEL FIUME PIAVE

Dal 18 al 28 marzo il Consorzio Piave verificherà gli impatti di applicazione del Deflusso Ecologico nel fiume Piave. Un’operazione gestita in accordo con Regione e istituzioni per monitorare gli effetti della riduzione d’acqua prevista. I dati saranno condivisi e utilizzati per costruire un percorso che accompagni dallo stato di emergenza ad un nuovo equilibrio idraulico, tra tutela ambientale e servizi collegati all’utilizzo delle acque. Il 12 marzo la presentazione a cittadini e istituzioni di ConsorzioPiaveLab, il progetto di collaborazione territoriale.

Comunicato stampa, 12.03.2018

Tra il 18 e il 28 marzo il Consorzio Piave attiva la Sperimentazione sul Deflusso Ecologico del fiume Piave, per verificare gli impatti dell’applicazione sul fronte ambientale, economico e della qualità della vita nel territorio.
La Sperimentazione DE Piave-Sile ha l’obiettivo di acquisire dati scientifici utili a raggiungere un nuovo equilibrio idraulico, che tenga conto, come sollecita la normativa UE Quadro Acque (DE 2000/60/CE), sia della salvaguardia del fiume che dei benefici collegati all’utilizzo delle acque.

In accordo con la Regione Veneto e i gli enti gestori, per 10 giorni verranno sospesi i prelievi delle derivazioni e la distribuzione d’acqua in tutto il territorio di competenza, al fine di simulare le condizioni proposte dal DE. L’azione avviene in concomitanza con la tradizionale asciutta generale per la manutenzione dei canali, oltre che con i lavori previsti per la Superstrada Pedemontana Veneta.

Sulla base delle stime di Consorzio Piave e di Enel, l’introduzione del DE (deflusso ecologico), così come previsto oggi, comporta numerose criticità, riducendo i prelievi di due o tre volte rispetto all’attuale DMV (deflusso minimo vitale). Si tratta della quantità d’acqua necessaria a salvaguardare l’ambiente e fornire i servizi necessari. La direttiva prevede un periodo per verificare le soluzioni più idonee ad ogni specifico territorio per definire il nuovo DE: il volume d’acqua utile affinchè l’ecosistema acquatico continui a prosperare e a fornire i servizi necessari. Il Consorzio propone il suo contributo con un progetto ad hoc.

“Abbiamo 4 anni, prima del 2022 quando è prevista l’applicazione, per sperimentare e mettere a regime la soluzione migliore. Il Consorzio Piave vuole provare a farlo, con l’aiuto e la collaborazione di tutti gli attori coinvolti.
Il DE è stato stabilito dal Ministero applicando la normativa UE, non su pressioni di parte. Ora, i soggetti gestori stanno coordinando l’iter di applicazione, insieme alla Regione, che ha adottato la delibera del Consorzio Piave e approvato con delibera del Consiglio Regionale sia la sperimentazione che gli investimenti volti a ridurre i prelievi e garantire il fabbisogno idrico” dichiara il presidente del Consorzio Piave, Giuseppe Romano.

La minore disponibilità di risorsa idrica influisce sul sistema idraulico collegato al fiume, costruito in 600 anni di storia, creando impatti significativi su paesaggio e ambiente, persone e economia di un territorio vasto. Oltre a non garantire l’irrigazione, l’applicazione del DE mette a rischio l’alimentazione dei fiumi di risorgiva, impattando sull’attrattività turistica delle città d’acque - da Treviso a Castelfranco - e sulla diluizione degli scarichi fognari. Si ridurrebbero anche i volumi irrigui negli invasi montani, compromettendo la produzione idroelettrica e la fruibilità turistica dei laghi. Il mese scorso, tra il 20 e il 25 febbraio, si è verificata una situazione in cui il nuovo DE avrebbe potuto provocare questo tipo di effetti.

Il Consorzio di Bonifica Piave è titolare di tre grandi derivazioni a finalità irrigue e idroelettriche, strettamente collegate alla gestione di un sistema di benefici nel territorio dell’alta pianura trevigiana ed a funzioni pubbliche gestite direttamente e in accordo con enti e istituzioni. La sperimentazione programmata mira alla valutazione delle condizioni del regime idrologico e le ripercussioni sull’attività umana e quindi alla ritaratura dei parametri di calcolo del DE. L’azione si realizza nell'ambito del percorso di rinnovo di concessione e come previsto dalla Direttiva Deflussi Ecologici e dall’Autorità di distretto.

La prima risposta che propone il passaggio da emergenza a sistema è stata definita dal Consorzio Piave con la delibera n. 196 del dicembre 2017, con la quale si prospettano una serie di interventi diretti a ridurre i prelievi e garantire il fabbisogno idrico.
Insieme alla sperimentazione sono proposti investimenti per il recupero delle cave dismesse quali bacini di invaso e la riqualificazione degli impianti di irrigazione, 300 milioni di euro per la riconversione di 30.000 ha da scorrimento a pluvirriguo, oltre ai 30.000 già riconvertiti.

Regione Veneto, Provincia di Treviso e 60 Comuni hanno già adottato la delibera, oltre a enti e istituzioni territoriali, tra cui l’Ente Parco Sile. Da oggi il percorso di informazione e condivisione territoriale si amplia, coinvolgendo anche cittadini e imprese.

Attraverso ConsorzioPiaveLAB si apre uno spazio di collaborazione reale e virtuale dedicato alla definizione di un nuovo equilibrio del sistema idraulico, che tenga conto dell’introduzione del DE e individui soluzioni concrete e sostenibili per garantire l’ambiente e i servizi collegati all’utilizzo delle acque.
Due gli incontri in programma il 12 marzo per presentare il progetto e i dettagli della sperimentazione a istituzioni e cittadini.
Nel sito www.consorziopiavelab.it sarà possibile partecipare alla sperimentazione con segnalazioni sugli effetti della scarsità di risorsa idrica che simula le condizioni previste dal DE. Compilando il modulo a disposizione, i cittadini potranno segnalare gli impatti positivi e negativi: ciò permetterà di mappare la situazione nel modo più preciso possibile.

Informazioni e approfondimenti
CONSORZIO DI BONIFICA PIAVE
Tiziana Favero TEL. 366 6389415
MAIL comunicazione@consorziopiave.it
www.consorziopiavelab.it

 

Ultima modifica: Mercoledì 14 03 2018